Il lessico - prospettiva glottodidattica

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Updated: 12/05/2020

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Imparare il lessico di una lingua straniera costituisce una vera e propria sfida. Chiunque, nell’arco della vita, abbia studiato una lingua straniera ha dovuto fare i conti con la difficoltà del ricordare le parole. 


Perché non é facile imparare o ricordare il lessico ? 
La risposta é molto semplice, perché la nostra mente impara per esperienza e per necessità. Proprio come un bambino impara a dire “acqua” perché capisce di avere sete ed impara ad usare un gioco perché lo sperimenta, così gli individui adulti possono imparare il lessico di una lingua straniera: per necessità e attraverso l’esperienza concreta. 




Ma cosa significa imparare il lessico ? 
Si tratta anzitutto di percepire una parola (o un’espressione di più parole) e poi di accomodarla nella nostra memoria semantica, cioè quel magazzino a lungo termine dove è conservata la nostra conoscenza del mondo, per poi recuperarla rapidamente quando la si trova o la si deve usare. 
La memoria, infatti, è un magazzino all’interno del quale l’individuo può conservare tracce della propria esperienza passata, cui attingere per riuscire ad affrontare situazioni di vita. Ma quelle tracce devono essere significative ed avere valore pratico, altrimenti decadono. 
Inoltre, proprio come la nostra mente categorizza l’esperienza che ha del mondo in cui ci muoviamo, allo stesso modo categorizza le parole per descrivere quel mondo, le inserisce, cioè, in “contesti”. 


Cosa può fare un insegnate di lingua straniera per presentare il lessico in maniera significativa ?
Ancora troppo spesso il lessico in lingua straniera viene presentato attraverso input decontestualizzati, come le liste di parole cha ancora troviamo in alcuni manuali. Tentare di memorizzare queste liste si traduce in uno sforzo tanto estenuante quanto inutile, poiché esse non esplicitano le “relazioni” tra parole, operazione utile per creare delle categorie mentali basate sul significato. 
Per utilizzare al meglio le potenzialità della mente, occorre ricordare che questa tende a memorizzare per “campi semantici” come i colori, l’arredamento, le piante, gli animali marini, ecc., oppure per “campi nozionali”, ad esempio le nozioni di quantità, spazio, tempo, ecc. Presentare il lessico attraverso “reti semantiche”, quindi, permette agli studenti di organizzare le parole in categorie (persone, azioni, fatti), cioè nello stesso modo in cui classifichiamo l’esperienza.



Ma come facciamo a trasferire questi input salienti nella nostra memoria semantica ? 
Si dice che l’apprendimento avvenga in condizioni di bisogno. Impariamo a svolgere un compito quando é necessario farlo. Accade lo stesso con la lingua, cioè impariamo a parlare perché abbiamo bisogno di compiere delle azioni linguistiche come chiedere informazioni, persuadere, giustificare, in altre parole, comunicare. Occorre mettere gli studenti in condizioni di aver bisogno di esprimere qualcosa, affinché riconoscano l’utilità di ciò che chiediamo loro di imparare. In parole povere, dobbiamo costruire un’esperienza. 
Affermare che il consolidamento del lessico avviene attraverso la pratica é scontato, ma creare occasioni per praticare che siano sentite come utili e necessarie per la crescita dell’individuo non é così scontato, soprattutto quando questa pratica richiede degli scambi autentici che non sono facili da ricreare in ambiente di apprendimento formale. É per questo che un buon insegnante deve essere ricco di risorse e gli studenti non possono fermarsi ai limiti imposti dai contesti istituzionali. 


Come si suddivide il lessico ?
Il lessico é stratificato. Esso, infatti, é formato da parole che hanno una frequenza differente all’interno di tutti i discorsi prodotti dai parlanti: alcune ricorrono spessissimo mentre altre sono utilizzate solo da pochi parlanti in situazioni particolari. Per questo si distingue un lessico fondamentale o di base dal lessico specialistico. Ma esiste anche un lessico ad alta disponibilità, cioè quelle parole più infrequenti ma che ogni parlante nativo possiede nel proprio vocabolario, e che quindi vanno sempre incluse in un sillabo. La scelta del lessico da imparare dipende dalle mete didattiche ed ogni sillabo va pensato come un progetto stilato da due parti che, di comune accordo, si impegnano a realizzare. 


Esistono parole più facili e altre più difficili ?
Ricordiamo ancora una volta che apprendere é un progetto. Ricordare prevede un ruolo attivo, serve un obiettivo e una strategia per raggiungerlo. Inoltre, si immette in memoria solo quello che si vuole immettere.
Per quanto l’utilità del lessico comune risulti immediata, soprattutto ai livelli iniziali di apprendimento linguistico, e quindi creare occasioni di scambio e raccontare esperienze comuni può sembrare più semplice, non possiamo mai dare per scontata l’abilità di un buon insegnante nel connettere i propri studenti agli scopi concreti per cui imparano una lingua straniera. 
Insegnanti e studenti non dovrebbero mai dimenticare che una lingua, prima ancora di diventare un sistema di organizzazione di dati, é un sistema di comunicazione, ed è solo continuando a trattarla come tale che possiamo creare delle esperienze autentiche. 


By Ilary 




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